Chiesa di S. Caterina - Ponte n. Alpi

La Chiesa di S. Caterina si trova nell'omonimo rione, nei pressi di Ponte nelle Alpi

Le prime notizie su “S. Caterina“ risalgono al sec. XIV°, come si apprende dalla documentazione relativa alle periodiche visite vescovili riguardanti la chiesa nel corso dei secoli. Nel 1598 la chiesa era definita “tutta affrescata”. Successivamente fu oggetto di ripetuti interventi, soprattutto dopo gli eventi degli ultimi due secoli (terremoti 1873 e 1936, guerre mondiali). Ora, dalla metà del secolo scorso, è stata oggetto dapprima di attenzioni conservative e successivamente di un radicale consolidamento della struttura e del restauro degli affreschi murari.

L’edificio si eleva sopra uno strapiombo sul Piave in Ponte nelle Alpi, centro di un importante snodo stradale fino dall’antichità. Il nome antico di questa località era “Caput Pontis”, poi, “Capo di Ponte”, mutato, con decreto regio nel 1867, in “Ponte nelle Alpi”.

Facciata

Sul timpano un oculo in vetro con effigiata una colomba stilizzata (F. Fiabane 1988).
Campanile a cavaliere. L’area circostante un tempo ospitava un cimitero.

Interno

A navata unica. Pavimento originario in pietra perfettamente rifinito, lapidi di sepoltura di antiche famiglie del luogo.

  • Presbiterio: soffitto a volta rifinita in intonaco
  • Parete destra: “Pietà “ olio su tela anonimo sec. XVII°-XVIII°) sembra ispirato da Vesperbild
  • A sinistra: piccolo affresco tardo cinquecentesco. Croce processionale

Altare

  • Alzata in legno intagliato e dorato recante in basso stemmi vescovili (datato 1594 - scuola di Jacopo Costantini)
  • nicchia centrale con grande valva e statua di S. Caterina (sec. XVI°)
  • nicchia di dx statua di S. Nicolò, nicchia di sn. S. Antonio abate (sec. XVI°)
  • timpano con statua del Redentore – due vasi – angeli

Paliotto

Dipinto su tela con gruppo centrale “Incoronazione di Maria”, opera di anonimo pittore bellunese del sec. XVIII°, sostituisce l’antico paliotto in cuoio lavorato.

Arcata trionfale

Ai lati due nicchie con statue lignee: Santa Apollonia e Sant’Agata (primi decenni sec. XVII°)

Aula

Ciclo pittorico trecentesco, vario e di complessa ideazione, unico nell’area bellunese. Gli affreschi, ricoperti dello scialbo sin dal XVII° secolo, furono riscoperti nei primi anni del ‘900 e si diede inizio al loro restauro che durò, con varie interruzioni, per tutto il secolo scorso. Il ciclo pittorico originario doveva ricoprire tutte le pareti dell’aula, ma i lavori di modifica furono eseguiti dopo gli affreschi, compromettendo la decorazione.

Partendo dalla porta di ingresso.

Parete laterale di destra, entro riquadri con decorazioni a raffinati disegni geometrici:

  • Crocifissione (tipologia bizantina: corpo del Cristo nudo spropositato rispetto alle gambe)
  • Due Santi non identificati. Uno è forse un santo vescovo con copricapo intrecciato
  • San Daniele entro una nicchia e il profeta Abacuc nella fossa dei leoni. Angelo che indica S. Daniele
  • Natività

Entro riquadri con fasce colorate la Madonna è distesa nel giaciglio (tipologia bizantina) con Gesù avvolto in fasce, ai lati della culla il bue e l’asinello. Sullo sfondo del cielo a sinistra i tre Arcangeli, in basso a sinistra S. Giuseppe accanto alla lavatrice che lava il Bimbo in una tinozza a forma di fonte battesimale.

In alto a destra

Angelo con le ali spiegate che annuncia ai pastori la nascita di Cristo. San Francesco e San Michele Arcangelo. La figura di S. Michele è stata cancellata per aprire il vano della finestra (sec. XVII°), resta la bilancia per pesare il bene e il male.

Flagellazione di Cristo alla Colonna. Cristo ignudo seduto su un piedestallo con flagellante a destra e aguzzino a sinistra.

Controfacciata

A destra: S. Martino che blocca il cavallo e taglia il mantello.
A sinistra: due Santi non identificati.

Parete laterale di sinistra

  • Santo
  • S. Maria Maddalena che tiene in mano un vaso con unguento
  • Due Santi compresenti, (forse i due apostoli Giacomo ed Andrea)
  • S. Pietro e S. Paolo (iconografia dell’età paleocristiana)

Interruzione

Dovuta già nell’antichità all’apertura di una cappella, dove in una nicchia c’è ora la Statua lignea di Santa Giuliana (attribuita a A. Auregne sec XVII°)

  • Santo con cartiglio nella sinistra e lama nella destra (S. Bartolomeo)
  • Santo non identificato, due Santi con spada e mantello di ermellino, identificati per i SS. Vittore e Corona

Il ciclo pittorico sembra opera di un unico artista, dotato di indubbie capacità tecniche e stilistiche e, secondo studi recenti (dott. Anna Maria Spiazzi da “Tesori d’arte nelle chiese del Bellunese”), con conoscenza della pittura veneziana e dalmata della prima metà del secolo XIV°.

Notizie tratte da “Tesori d’arte nelle chiese del Bellunese: “Alpago e Ponte nelle Alpi”.
Provincia di Belluno Dolomiti editore.

Per visitare la chiesa don Francesco Santomaso (cell. 3487749464) email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Dati generali